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martedì 30 aprile 2013

MONTALBANO DISINNESCATO


     Giusto stamattina (poco più di mezz'ora fa), è apparso un pezzo dal titolo Commissario Montalbano, Una voce di notte su blogosfere. Si osserva, tanto per farla breve, come solo Montalbano possa permettersi di sollevare il tema delle collusioni mafia - politica e della corruzione. Purtroppo mi permetto di non condividere i toni trionfalistici del pezzo in questione. Tutti noi lettori del romanzo Una Voce di Notte (nel link troverete la trama) abbiamo avuto, piuttosto, l'impressione chiara e netta di come si sia voluto disinnescare nella versione RAI la portata della denuncia di Camilleri. A parte le notevoli imprecisioni della sceneggiatura, che non si spiegano nemmeno con le imperiture esigenze televisive (il commissario che misteriosamente si ringiovanisce di ben dieci anni, l'assurda scena del calcetto per spiegare il ritrovamento dell'accappatoio, la patetica scena del colloquio con il presidente di provincia Strangio davanti al teatro dell'Opera - mai avvenuta nel romanzo), l'intento è apparso alquanto chiaro. RAI uno ha volutamente "addomesticato" la trama originaria del romanzo. Anzitutto la denuncia principale che l'autore innesta fra le pieghe dei ragionamenti di Montalbano è stata banalizzata e quasi sterilizzata. Voi tutti ieri avete sentito Montalbano dire al suo vice Augello di come le affermazioni dell'ex ministro Lunardi sull'esigenza di dover convivere con la mafia lo amareggiassero, non tanto per la sua carriera ma per il suo paese. Molto patriottico, commissario. Peccato che il testo originario fosse molto più dirompente e pungente, giudicate voi:
   
     "Che paìsi era quello indove un ministro che era stato 'n carrica 'na vota aviva ditto che con la mafia bisognava convivere? Che paìsi era quello indove un senatore, connannato in primo grado per collusione con la mafia, si era riprisintato ed era stato rieletto? Che paìsi era quello indove un deputato regionali, connannato in primo grado per aviri aiutato mafiosi, viniva promosso senatori? Che paìsi era quello indove uno che era stato ministro e presidenti del consiglio 'na gran quantità di vote, aviva avuto riconosciuto in via definitiva, ma prescritto, il reato di collusione con la mafia e continuava a fari il senatore a vita?".

     Suona molto diverso dalla banale battuta televisiva? A me pare di sì, eccome. Anche perché non si riferisce soltanto allo scomparso (politicamente parlando) Lunardi, ma al ben vivo e ancora senatore in carica Dell'Utri e al ben vivo e senatore a vita Andreotti (credo che i riferimenti siano inequivocabili ma posso sbagliarmi). Io mi chiedo solo una cosa, signor Camilleri: ma per quanto tempo ancora si farà massacrare i suoi romanzi da RAI uno in questo modo? Ne ha proprio bisogno per vendere di più?
Saluti e baci.

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