Cerca nel blog

martedì 12 novembre 2013

WALTER TEVIS E IL DRAMMA DEL FUTURO



Titolo: Futuro in trance
Autore: Walter S. Tevis
Traduttore: Silvia Stefani
Casa editrice: Mondadori - URANIA
Anno uscita: 2009
Genere: Fantascienza

Spofforth passeggia al mattino. Le strade sono vuote, l'erba buca l'asfalto, non c'è segno di vita intorno. Ormai Spofforth è l'ultimo dei robot classe nove, programmato per non autodistruggersi. Essendo stato creato per servire l'uomo, ed avendo ricevuto deleghe per occupazioni ed incarichi sempre più importanti e delicati, è riuscito a far diventare cultura comune la somministrazione di droghe, calmanti e anticoncezionali. L'umanità, così, si scava la fossa in nome di una esasperata ricerca della stabilità mentale e comportamentale. Perfino i rapporti personali vengono stigmatizzati come destabilizzanti e, dunque, eliminati. Tutti vivono in una sorta di ipnosi. Paul Bentley è un professore universitario, che "riscopre" come leggere e scrivere incuriosito da alcuni libri (oggetti ormai quasi dimenticati). Viene tenuto sotto controllo da Spofforth ma conosce Mary Lou, fuggita da un "dormitorio per lavoratori". Nasce fra i due una sorta di relazione: lei insegna a lui come smettere l'uso di droghe, lui le insegna a leggere. Spofforth corre ai ripari facendo imprigionare l'uomo e portando la donna lontano, sotto la sua diretta sorveglianza. Mary Lou, però, è incinta e, a complicare la situazione, arriva la notizia che Bentley è evaso...


Tre soli personaggi fanno un romanzo. Di più. Un dramma post moderno sulle inquietudini umane più che sul rapporto fra uomo e tecnologia. Città quasi abbandonate, nell'incuria totale, fantasmi di un passato ormai morto. Con un linguaggio scarno e diretto, Tevis mette in scena il fallimento della razza umana: l'uomo è la causa. Non l'eccessivo sfruttamento delle risorse planetarie, non razze aliene ostili. L'umanità si sta inconsapevolmente suicidando per eccesso di incuria. In questo quadro la speranza è affidata alla libertà di spirito. Mary Lou rappresenta proprio questo, l'insoddisfazione e la ricerca di sé nel ribellarsi alle regole. Tale inquietudine la spingono al rifiuto delle droghe prima e alla convivenza illegale con Bentley dopo.

Il professore le darà quella stabilità che Mary Lou invano cerca, aggiungerà la consapevolezza della conoscenza alla libertà di spirito. Questo è il grande potere della lettura, riscoperto da Prometeo/Bentley. A tutto ciò si contrappone Spofforth, la macchina, la tecnologia, l'ultimo della sua specie. Incapace di cogliere la complessità umana, spinto da una logica ineludibile: impedire ogni forma di instabilità emotiva. Se ciò dovesse portare all'estinzione umana, tanto meglio. La tecnologia senza controllo umano, dunque, si trasforma da risorsa a pericolo.
Posta un commento