venerdì 3 maggio 2013

L'AFFAIRE BECCHI


  "Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all'Economia... La situazione se non migliora peggiora e non so quanto la gente possa resistere, non so quanto il Movimento possa frenare la violenza della gente, che è nella natura delle cose". 
  Paolo Becchi, professore di Filosofia del Diritto a Genova, così dice ai microfoni de La Zanzara, pessima (è la mia opinione) trasmissione di Radio24. Nella giornata di ieri tutti abbiamo assistito alla levata di scudi da PD e PDL e, soprattutto, alla conseguente, necessaria, presa di distanza di M5S. Ora, io vorrei semplicemente far osservare una cosa banale. Nelle parole del malcapitato professore, estorte poi da una magistrale opera di provocazione del conduttore, veramente c'è istigazione alla violenza? Si tratta veramente di "farneticazioni" (definizione dell'on. Cicchitto)? Non sembrano, piuttosto, considerazioni dette fuori da ogni velo di ipocrisia, dichiarazioni spontanee e fuori dai denti? Non vi sembra, piuttosto, che l'affare Becchi sia stata una formidabile scusa per creare ulteriore clima di distacco da M5S? Vista la situazione in Grecia e Spagna, in effetti, chi mai potrebbe escludere uno scenario simile in caso di fallimento del governo Letta? E che responsabilità avrebbe la nostra classe politica nel non aver voluto favorire seriamente il cambiamento? Ovviamente le mie sono solo domande e non risposte, dubbi e non certezze. E voi? Non dite nulla?
Saluti e baci... 


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