mercoledì 29 gennaio 2014

LA PENULTIMA CITTA' DI PIERO CALO'



Titolo: La penultima città

Autore: Piero Calò

Genere: Fantascienza

Casa editrice: Las Vegas

Anno: 2013


Schegge. Sangue. La vista si offusca, il corpo si affloscia. Confusione per la strada, gente che scappa e urla. Quelli del contenimento, riconoscibili per la fascia nera al braccio, allontanano i curiosi dietro le ringhiere. Finalmente qualcuno viene a prestare soccorso. C'è una vecchia signora accanto a Nino Flora. Non sembra grave ma si lamenta in continuazione per lo shock, la barella arriva prima per lei mentre Flora viene avvolto in una coperta fresco lana. La borsa di ghiaccio sulla fronte brucia sciogliendo il senso di smarrimento tipico del ritorno alla coscienza. Sguardi avidi di ogni particolare dalla folla intorno. Il maxi schermo continua a trasmettere le immagini prive di sonoro dalla piazza di Berlino, la capitale di quella che una volta si chiamava Germania. Oggi non esiste più una Germania o un'Italia, la Giolla Unita ha preso il posto delle nazioni e Torello è una tipica città amministrata dalla Giolla. La folla inizia a dissolversi, tutti vanno via quasi contenti. Meglio tornare a casa, è scoppiata una bomba. Certo, dov'è la novità? A Torello scoppia una bomba ogni giorno. Risveglio amaro. Notte insonne. Michela, la coinquilina, ha continuato a svegliarlo per evitargli traumi. Flora legge e rilegge l'annuncio di lavoro senza capire realmente cosa cercano. Sarà la volta buona?...


Al suo secondo romanzo dopo "L'occhio di porco" (2010) Calò si cimenta con il genere distopico. Ci presenta una società di un futuro molto prossimo, in cui nazioni e città hanno quasi perso il loro carattere particolare per diventare parte di una sorta di nuova Comune. Molto burocratizzata e statalizzata, la vita in questo futuro risulta alquanto alienata e priva di veri e propri valori. Non si tratta di una distopia socialista o "socialistoide", piuttosto è l'individualismo a prevalere nonostante le molteplici regole di partecipazione sociale volute dalla nuova classe dominante. I personaggi non fanno altro che seguire il loro privato interesse: ottenere più soldi, trovare un lavoro, dare sfogo alla propria pulsione sessuale. Non sfugga l'intento fortemente satirico dell'autore che, nel disegnare un simile futuro, tenta di utilizzare un tema classico della fantascienza per mettere alla berlina le contraddizioni del nostro presente. Secondo un costume letterario ormai consolidato negli ultimi anni, qui la fantascienza rappresenta più uno strumento volto a dimostrare qualcosa che un fine. Lo stile è molto personale e stuzzicante, sebbene a tratti risulti un po' pesante. La trama è molto diluita, forse troppo diluita. Qualche pagina in meno avrebbe probabilmente giovato all'economia del romanzo.
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