domenica 5 agosto 2018

VERA FANTASCIENZA #11 - SUPERVISTA, IL NUOVO POTERE "PRET A' PORTER"

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Forse non sapete che la mitica supervista (confesso di averla spesso invidiata a Superman) non è solo una fantasia da fumetto, ma anche un serio concetto scientifico. Certo in termini medici la supervista, o come si dice più correttamente l'ipervisione, non consiste nella capacità di vedere attraverso gli oggetti o in quella di incenerire con lo sguardo. Si tratta, piuttosto, di una straordinaria capacità visiva che in certi casi può raggiungere anche i venti decimi. La cosa intrigante è che l’ipervisione può essere ottenuta con una serie di esercizi dell'occhio. È quanto emerge da una serie di sperimentazioni effettuate applicando alcune tecniche, destinate ad aiutare le persone affette da ipovisione, a soggetti sani. A beneficiarne possono essere soprattutto gli atleti, sempre alla ricerca di quel qualcosa in più per superarsi.

Se un atleta percepisce meglio le immagini - ha spiegato Alessandro Segnalini, docente della Sapienza di Roma, durante il congresso nazionale "Ipovisione-Sportvision 2016" - chiaramente avrà un aumento del senso della profondità, se prendiamo uno sportivo che deve rapportarsi con i compagni, con la palla, con gli avversari ha una messa a fuoco a diversa distanza, se alleniamo i suoi occhi è come allenare ogni muscolo del corpo, se potenziamo la funzione anche la performance sportiva migliorerà.

Attraverso una serie di esperimenti Segnalini ha dimostrato come si possa arrivare addirittura al raggiungimento di una vista da venti decimi. "L'uomo sfrutta soltanto il 40-60% delle proprie capacità visive, questa percentuale può essere incrementata con una serie di tecniche che noi usiamo normalmente in pazienti ipovedenti che, se usate su normovedenti, possono portare a ipervisione".

Le tecniche, dalla microperimetria al biofeedback, consistono nell'allenare l'occhio con determinati movimenti, ad esempio seguendo il cambiamento di colore di una scacchiera. Un test su 15 tennisti della Federazione, tutti con oltre dieci decimi, ha illustrato Segnalini al convegno, con dieci sedute da 20 minuti di visual training ha portato al miglioramento dell'acuità visiva fino appunto anche a 20 decimi, oltre che di altre caratteristiche come la sensibilità al contrasto. Un altro studio su tiratori ha verificato un aumento dei punteggi medi, da 163 a 210. "Noi riusciamo a migliorare i tempi di reazione occhio-cervello, ovvero a diminuire il tempo che l'impulso percepito dall'occhio impiega ad arrivare alla zona corticale".

Le tecniche di sportvision, hanno spiegato gli esperti al convegno, stanno prendendo sempre più piede nelle federazioni sportive. A quanto pare, insomma, ricerca medica e sport interagiscono sempre di più nell’ottica di miglioramento delle capacità umane. Il punto è c’è un confine a tutto ciò? Dove finisce la ricerca e inizia il doping?

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